lunedì 22 luglio 2013

IL DOLORE PERFETTO - di RICCARELLI Ugo


http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788804537618 Il dolore perfetto Due storie di famiglie parallele, ma destinate a incontrarsi. Quella del Maestro, giovane anarchico che arriva da Sapri, alla fine dell'Ottocento, per insegnare in un paesino della Toscana, dove si stabilirà avendo dalla vedova Bartoli numerosi figli dai nomi emblematici: Ideale, Libertà e Cafiero. E quella di Rosa e Ulisse Bertorelli, commerciante di maiali, da cui nasceranno Annina e Achille. L'amore tra Annina e Cafiero è solo un momento dell'intreccio di vicende pubbliche e private, realistiche e fantastiche, che l'autore costruisce in questo romanzo, epopea di drammi e di ideali, di personaggi all'altezza dei grandi sommovimenti della storia. 9,50 new EUR in_stock


Premio Strega 2004. Due storie di famiglie parallele, ma destinate a incontrarsi. Quella del Maestro, giovane anarchico che arriva da Sapri, alla fine dell'Ottocento, per insegnare in un paesino della Toscana, dove si stabilirà avendo dalla vedova Bartoli numerosi figli dai nomi emblematici: Ideale, Libertà e Cafiero. E quella di Rosa e Ulisse Bertorelli, commerciante di maiali, da cui nasceranno Annina e Achille. L'amore tra Annina e Cafiero è solo un momento dell'intreccio di vicende pubbliche e private, realistiche e fantastiche, che l'autore costruisce in questo romanzo, epopea di drammi e di ideali, di personaggi all'altezza dei grandi sommovimenti della storia.

AURORA E LE ALTRE - di GARAVAGLIA Maria Adele




"Aurora e le altre" ha nelle sue pagine tutto il peso della verità e del dramma. Sono storie autentiche di dieci giovani donne, venute in Italia per cercare fortuna e finite nella morsa della tratta a fini di sfruttamento sessuale. Sono le storie di donne che fortunatamente si sono salvate, grazie all'impegno silenzioso e difficile degli operatori del volontariato. 
http://giotto.ibs.it/cop/copt13.asp?f=9788882124632 Aurora e le altre. Storie di liberazione e speranza "Aurora e le altre" ha nelle sue pagine tutto il peso della verità e del dramma. Sono storie autentiche di dieci giovani donne, venute in Italia per cercare fortuna e finite nella morsa della tratta a fini di sfruttamento sessuale. Sono le storie di donne che fortunatamente si sono salvate, grazie all'impegno silenzioso e difficile degli operatori del volontariato. 10,20 new EUR in_stock





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IL TAGLIO DEL RISO - di GARAVAGLIA Maria Adele

Sono storie di luoghi e di persone, di una civiltà, di una cultura che in queste pagine la penna di Maria Adele Garavaglia descrive con garbo ed efficacia quasi pittorica. Ora le nostre campagne sono più silenziose, le cascine in parte disabitate poste tra le risaie come baluardo di un passato che si è trasformato. Contro una memoria che incomincia a svanire è necessario ricucirne i fili e l'autrice incomincia quest'opera di ricostruzione delineando i caratteri dei personaggi, figure schive e silenziose ma ricche di quell'umanità che ci fa sperare che la risaia, paesaggio dell'anima di tante generazioni, continui ad essere patrimonio di tutti. (Dalla presentazione di Sergio Vedovato e Silvana Ferrara)

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LA COLPA DI UNA MADRE - di GARAVAGLIA Maria Adele


Vespolate, nella campagna novarese, è il teatro in cui si dipana la terribile vicenda di Giovannina, una povera donna processata e condannata per infanticidio nel 1450. Ma fu veritiera la sua confessione, estorta con la tortura? Maria Adele Garavaglia, sulla scorta degli atti del processo ritrovati e pubblicati nel 1915, costruisce un avvincente romanzo unendo al "vero storico" il "vero poetico" di manzoniana memoria, che illumina la storia perché intuisce le motivazioni dell'agire nella psicologia umana, nei dettami della coscienza e nelle regole della ragione. 


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venerdì 19 luglio 2013

PROFUMI PERDUTI - di LINK Charlotte

Felicia Donnelly, giovane tedesca dell'alta borghesia, viene travolta, come tutta la sua generazione, dalla prima guerra mondiale che cambia in modo drammatico le prospettive e i destini di tutti. Felicia, spirito ribelle e anticonformista, si adatta ai tempi nuovi e, negli anni bui del dopoguerra, si scopre abile donna d'affari, si sposa e ha due figlie: Belle, che sposerà a sua volta un attore berlinese mantenendo però una relazione con un faccendiere di successo, e Susanne che diventa moglie di un capitano nazista. Pur vivendo a Berlino da molti anni, Felicia resta sentimentalmente legata a Lulinn, la splendida tenuta di famiglia nella Prussia orientale, dove aveva trascorso l'infanzia e l'adolescenza e dove decide di tornare dopo essersi separata dal marito. Qui Felicia accudisce la madre anziana e tenta di tenere unita la famiglia. Ma ormai il Paese è nuovamente in guerra, le operazioni sul fronte russo interrompono le comunicazioni con la Prussia, e Felicia è costretta, per non perdere l'azienda dell'ex marito che lei dirige, ad allontanarsi da casa e a "rifondare" una nuova Lulinn su un lago bavarese.  

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ALLA FINE DEL SILENZIO - di LINK Charlotte

Stanbury, un piccolo centro nello Yorkshire del Sud, la patria romantica e selvaggia delle sorelle Brontë. Qui da molti anni trascorrono le vacanze tre coppie tedesche amiche da sempre. Quando la giovane Jessica Wahlberg si aggiunge al gruppo, scopre che l'armonia che sembra regnare sovrana è in realtà una facciata che copre contrasti, odi e paure. Jessica si rifugia sempre più in lunghe passeggiate solitarie in cui le capita di incontrare un inglese bizzarro che vaga senza meta per prati e boschi, sulla spinta di eventi accaduti molto tempo prima e che rivendica la proprietà della villa in cui vivono le tre coppie. Jessica si ritrova così invischiata in una storia cominciata cento anni prima e decide di andare alla ricerca della verità.  


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martedì 16 luglio 2013

L'ULTIMO CATONE - di ASENSI Matilde

Suor Ottavia Salina, massima autorità dell'Archivio segreto del Vaticano in fatto di paleografia, viene convocata dalle più alte gerarchie pontificie. È l'unica persona al mondo in grado di decifrare uno strano tatuaggio inciso sul cadavere di un etiope ritrovato sui monti della Grecia. Da questo enigma dipendono le sorti di tutte le Chiese cristiane. Viaggiando tra Roma, Ravenna, Gerusalemme, Atene, Costantinopoli, Alessandria e Antiochia, ovvero le sette città simbolo dei peccati capitali, e sottoponendosi a pericolose prove iniziatiche, Suor Ottavia, sempre affiancata dalla Guardia Svizzera Raspar Glauser-Roist e dall'archeologo Farag Boswell, riuscirà a venire a capo di un mistero lungo diciassette secoli: chi è l'ultimo Catone? 


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http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788817020305 L' ultimo Catone Suor Ottavia Salina, massima autorità dell'Archivio segreto del Vaticano in fatto di paleografia, viene convocata dalle più alte gerarchie pontificie. È l'unica persona al mondo in grado di decifrare uno strano tatuaggio inciso sul cadavere di un etiope ritrovato sui monti della Grecia. Da questo enigma dipendono le sorti di tutte le Chiese cristiane. Viaggiando tra Roma, Ravenna, Gerusalemme, Atene, Costantinopoli, Alessandria e Antiochia, ovvero le sette città simbolo dei peccati capitali, e sottoponendosi a pericolose prove iniziatiche, Suor Ottavia, sempre affiancata dalla Guardia Svizzera Raspar Glauser-Roist e dall'archeologo Farag Boswell, riuscirà a venire a capo di un mistero lungo diciassette secoli: chi è l'ultimo Catone? 8,42 new EUR in_stock

lunedì 15 luglio 2013

IL BAMBINO SEGRETO - di LACKBERG Camilla

L'estate sta per finire a Fjällbacka, la cittadina sulla costa occidentale della Svezia lentamente si svuota della folla di turisti, e per Erica è arrivato il momento di affrontare una scoperta inquietante: nella soffitta di casa, in un baule dove la madre Elsy conservava i suoi oggetti più cari, ha trovato alcuni diari e una medaglia dell'epoca nazista avvolta in una camicina da neonato macchiata di sangue. Pur spaventata dal rischio di rivelazioni che forse sarebbe meglio continuare a ignorare, decide finalmente di interpellare uno storico esperto della seconda guerra mondiale, da cui ottiene però solo risposte molto vaghe. Due giorni dopo, il vecchio professore viene assassinato. Mentre Patrik cerca maldestramente di conciliare il suo congedo di paternità con il desiderio di partecipare alle indagini, Erica s'immerge nelle pagine del diario di Elsy e nel drammatico passato di cui raccontano, cercando di capire chi è ancora disposto a tutto pur di mantenere il segreto su eventi tanto lontani. 


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UNA RAGAZZA DA TIFFANY - di VREELAND Susan

Nel 1892, a Manhattan, un'elaborata insegna in bronzo fa bella mostra di sé. Tiffany Glass & Decorating Company declama la scritta che campeggia sopra una solida porta di vetro molato. Oltre quella porta, si schiude un grande salone con enormi vetrate appese al soffitto e imponenti mosaici poggiati alle pareti. E poi vasi dalle linee morbide, pendole, candelabri Art Nouveau, lampade con paralumi di vetro soffiato in mille splendidi colori. È il regno di Louis Comfort Tiffany, pittore di quadri orientalisti raffiguranti minareti, moschee e beduini, secondo il gusto del tempo. La Tiffany Glass & Decorating Company è, tuttavia, anche il regno delle Tiffany girls, le ragazze di Tiffany, come sono chiamate a Manhattan le donne che l'artista ha riunito attorno a sé. Vi è Wilhelmina, impertinente diciassettenne dall'alta statura, Mary diciottenne dai capelli rossi, Cornelia, riservata e taciturna, Agnes, l'altera, la prima donna cui Tiffany ha accordato l'onore di dipingere i soggetti delle sue vetrate. E, infine, Clara Wolcott Driscoll. Giovane vedova in un laboratorio dove vige la regola, imposta dal padre di Louis, di impiegare solo fanciulle non maritate, Clara è l'artefice autentica delle creazioni Tiffany. "Una ragazza da Tiffany" è, soprattutto, la sua storia. Una storia in cui l'autrice non celebra soltanto un talento misconosciuto, ma illumina anche gli slanci, i desideri e le ambizioni di una giovane donna nella città americana pronta a tuffarsi nella grande avventura del Novecento. 

Della stessa autrice in biblioteca potrete trovare anche: La vita moderna, La passione di Artemisia



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LA LUNGA NOTTE di COSTILLO Linda

Ecco a voi i Plank, una delle famiglie della comunità Amish di Painters Mill, Ohio. Ecco a voi madre, padre, cinque figli: la loro vita è una litania di giorni tutti uguali, il lavoro nei campi, i riti che ne sostanziano la fede, le tradizioni della confraternita cui appartengono da sempre. Poi, nel corso di una notte, il loro piccolo paradiso va in frantumi. Qualcuno penetra all'interno della fattoria ed è un massacro, uccisi i genitori, lungamente torturate e uccise le ragazze, Mary e Annie, uccisi i bambini. Solo il buio chiude il sipario sui passi silenziosi dell'assassino: alle sue spalle, un lago di sangue. Kate Burkholder, capo della polizia della contea, viene chiamata a dirigere le indagini. Ma non ci sono indiziati, nessuna traccia, nessun movente che indichi una pista: il colpevole sembra venuto dal nulla, come un artiglio invisibile e crudele. Kate in passato è stata una Amish, sa che non possono esserci ombre nella vita delle vittime: eppure, nella vita di Mary Plank, qualcosa di oscuro iniziaa emergere, il peso di un segreto che a poco a poco si tinge di orrore... 

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COSTRETTA AL SILENZIO - di COSTILLO Linda

Painter's Creek, nell'Ohio, è una cittadina rurale silenziosa in cui coabitano una comunità amish e una inglese; ma è anche il luogo in cui, sedici anni fa, si è consumata una serie di brutali omicidi. Kate Burkholder, che all'epoca era solo una ragazzina, è scampata in extremis dall'essere uccisa; ma quell'esperienza le ha lasciato un senso di terribile fragilità, di perdita di innocenza, e la sensazione di non appartenere più alla comunità in cui viveva. E, da quel giorno, il killer si è misteriosamente fermato. Sono passati molti anni, e a Kate, che ormai è una donna, viene chiesto di tornare proprio a Painter's Creek come capo della polizia. È sicura di poter affrontare l'incarico, per il quale è adatta grazie alle sue origini e alla conoscenza della zona. Ma quando in un campo innevato viene trovato il corpo di una ragazza sgozzata, di colpo il passato torna nella sua vita. Kate è decisa a fermare il killer prima che possa colpire ancora; ma per dargli un nome e un volto, dovrà tradire il suo legame con gli amish e la sua stessa famiglia... e svelare un oscuro segreto che potrebbe metterla in serio pericolo. 

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mercoledì 3 aprile 2013

SHOCK ECONOMY - di KLEIN Naomi


Il saggio di Naomi Klein sui disastri prodotti dagli eccessi di un capitalismo senza scrupoli parte da New Orleans, nel 2005, quando la capitale della Louisiana fu travolta da uragani e inondazioni. Mentre nelle zone povere si contavano i morti di quell'immane tragedia, i rappresentanti delle maggiori ditte di costruzione della città parlavano di "nuovi inizi" e di "grandi opportunità", di fronte a quella "tabula rasa" fatta di case e palazzi crollati. Tra coloro che videro opportunità nelle acque che sommersero New Orleans ci fu Milton Friedman, grande guru del neoliberismo e del capitalismo sfrenato, che lanciò subito l'idea di riformare il sistema scolastico per convertire le preesistenti scuole pubbliche distrutte in "scuole charter" gestite da privati, molte delle quali a scopo di lucro. Nel giro di diciannove mesi, quando la maggior parte dei cittadini poveri (per lo più afroamericani) era ancora in esilio, il sistema delle scuole pubbliche di New Orleans era stato quasi completamente rimpiazzato. Naomi Klein definisce "capitalismo dei disastri" questi raid orchestrati contro la sfera pubblica in seguito a eventi catastrofici, un modello legato a una visione dei disastri come splendide opportunità di mercato.

L'economista Friedman, scrive la giornalista canadese, imparò a sfruttare uno shock o una crisi su larga scala verso la metà degli anni '70, quando fece da consigliere al dittatore cileno Augusto Pinochet. Dopo il golpe, di fronte a un'iperinflazione galoppante, gli consigliò di imporre una trasformazione fulminea dell'economia: tagli fiscali, libero scambio, privatizzazione dei servizi, tagli alla spesa sociale e deregulation. Quell'estrema trasformazione in senso capitalistico di un Paese divenne famosa come la "Rivoluzione della scuola di Chicago" e Chicago boys furono chiamati i suoi profeti, dal nome dell'Università dove insegnava Friedman e degli altri economisti giunti in Cile a proporre le tesi ultra-liberiste. Quella tattica dolorosa, chiamata "trattamento shock" economico, fu il metodo favorito dai governi negli anni a seguire – secondo la Klein - per realizzare politiche radicali di libero mercato.

Naomi Klein, che è stata anche corrispondente da Baghdad, per scrivere questo saggio ha studiato quattro anni il fenomeno della dipendenza del libero mercato dallo shock and awe (shock e sgomento) soffermandosi in particolare su due eventi cruciali degli ultimi anni: la guerra e l'occupazione dell'Iraq e lo tsunami del 2004 che colpì il Sud-est asiatico. In due scenari così lontani ma accomunati dalle dimensioni epocali della tragedia, ha assistito a due versioni della stessa manovra: investitori stranieri e prestatori internazionali uniti allo scopo di sfruttare la ricostruzione di un Paese distrutto dai bombardamenti, o di trasformare gli ex villaggi dei pescatori in grandi poli turistici. Per loro, "la paura e il disordine offrivano promesse concrete". E così il libro passa in rassegna una serie di eventi degli ultimi 40 anni nei quali ha preso corpo la dottrina dei Chicago boys: l'Argentina dopo i colonnelli, la Gran Bretagna e la guerra per le Falkland, l'assedio all'economia della Bolivia nell'85, le privatizzazioni dell'industria polacca nel '92, la libertà vigilata nel Sudafrica post apartheid, la "dittatura degli uomini d'affari" e la nuova era del "mercato barbaro" nella Russia post-sovietica, fino alla bolla della sicurezza interna dopo l'11 settembre negli Stati Uniti. Con questi numerosi esempi, sei anni dopo il grande successo di No logo, divenuto la "Bibbia del movimento no global", Naomi Klein lancia una nuova sfida alla pretesa più cara alla storia ufficiale: che il trionfo del capitalismo senza regole sia nato dalla libertà, che il liberismo sfrenato vada a braccetto con la democrazia.

Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.


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lunedì 1 aprile 2013

GLI OCCHI DI VENEZIA - di BARBERO Alessandro


Venezia, fine del Cinquecento: una città tentacolare e spietata in cui anche i muri hanno gli occhi, il doge usa il pugno di ferro e il Sant'Uffizio sospetta di tutti e non ci pensa due volte a mandare a chiamare un poveraccio e a dargli due tratti di corda. La Serenissima osserva, ascolta e condanna. Anche ingiustamente. Ed è proprio per sfuggire a un'accusa infondata che Michele, giovane muratore, è costretto a imbarcarsi su una galera lasciando tutto e senza nemmeno il tempo per salutare la sua bella moglie Bianca, appena diciassettenne. Bandito da Venezia, rematore su una nave che vaga per il Mediterraneo carica di zecchini e di spezie e senza speranza di ritornare a breve, Michele vivrà straordinarie avventure tra le onde, sulle isole e nei porti del mare nostrum, fino ad approdare nelle terre del Sultano. Per sopravvivere, con il pensiero sempre rivolto a Bianca, da ragazzo ignaro e inesperto dovrà farsi uomo astuto, coraggioso e forte. Nel frattempo, Bianca rimane completamente sola in città, tra i palazzi dei signori e il ghetto. Il suo temperamento tenace e orgoglioso dovrà scontrarsi con prove se possibile più dure di quelle toccate a Michele, e incontri non meno terribili e importanti l'attendono nel dedalo di vicoli e calli, tra i profumi intensi delle botteghe di speziali, quello del pane cotto nel forno di quartiere, il torso dell'acqua gelida in cui lavare i panni e i pagliericci pidocchiosi che sono il solo giaciglio per la povera gente. 

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I CUSTODI DELLA BIBLIOTECA - di COOPER Glenn

Il destino di ogni uomo è un segreto sepolto nel silenzio... Il silenzio in cui si sono suicidati gli scrivani di Vectis. Dopo aver compilato la sterminata Biblioteca che riporta il giorno di nascita e di morte di ogni uomo vissuto dall'VIII secolo in poi, la loro eredità è una data: il 9 febbraio 2027. Ma la giovane Clarissa non sa nulla di tutto ciò. Il suo unico pensiero è fuggire. Fuggire da quell'abbazia maledetta, per mettere in salvo il dono più prezioso che Dio le abbia mai concesso. Il futuro dell'umanità è un mistero nascosto tra le pagine di un libro... Il libro in cui è indicato il giorno del giudizio. Mentre il mondo s'interroga su cosa accadrà davvero il 9 febbraio 2027, alcune persone ricevono una cartolina sulla quale ci sono il disegno di una bara e una data: il giorno della loro morte. Proprio come all'inizio della straordinaria serie di eventi che avevano portato alla scoperta della Biblioteca dei Morti. C'è soltanto una differenza: tutte le "vittime" sono di origine cinese. È una provocazione? Un avvertimento? L'ultima verità non è mai stata trovata... Will Piper ha trovato la pace: sa che vivrà oltre il 9 febbraio 2027, e ha deciso di lasciarsi alle spalle l'enigma della Biblioteca di Vectis e la sua secolare scia di sangue. Almeno finché suo figlio parte all'improvviso per l'Inghilterra e poi sparisce nel nulla. D'un tratto, per Will, ogni cosa torna a ruotare intorno all'origine della Biblioteca dei Morti. Lì dove tutto è cominciato. E dove tutto finirà. 

Pubblicato in data 28/nov/2012
Ritrovalo su illibraio.it: LIbri, autori e passioni letterarie:http://www.illibraio.it/generi/narrat...



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mercoledì 27 marzo 2013

LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA - di MARAINI Dacia



Marianna appartiene a una nobile famiglia palermitana del Settecento. Il suo destino dovrebbe essere quello di una qualsiasi giovane nobildonna ma la sua condizione di sordomuta la rende diversa: "Il silenzio si era impadronito di lei come una malattia o forse una vocazione". Le si schiudono così saperi ignoti: Marianna impara l'alfabeto, legge e scrive perché questi sono gli unici strumenti di comunicazione col mondo. Sviluppa una sensibilità acuta che la spinge a riflettere sulla condizione umana, su quella femminile, sulle ingiustizie di cui i più deboli sono vittime e di cui lei stessa è stata vittima. Eppure Marianna compirà i gesti di ogni donna, gioirà e soffrirà, conoscerà la passione. 



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mercoledì 20 marzo 2013

IL PIATTO PIANGE - di CHIARA Piero

Uno di quei libri inaspettatamente felici che fanno storia a se, è diventato già un piccolo classico. In perfetto equilibrio fra la ricostruzione oggettiva e la trasposizione fantastica, e la smaliziata "recherche" del tempo fra le due guerre sul palcoscenico minimo di un paese lombardo assunto dall'autore a luogo immaginario, ad angolo prediletto della memoria e della favola. Chiara compone il suo racconto, anzi i racconti (alcuni episodi appaiono per la prima volta) intrecciati intorno ad un unico tema - l'esistenza provinciale con le sue colorite manie, il gioco le donne gli ozi gli amori, e in fondo il rimpianto, fra deluso e divertito, delle occasioni perdute - l'humour istintivo che è ora prepotente allegria ora contenuta amarezza, e insieme con la misura, il segno icastico del prestigioso narratore di storia. Dietro allo stregonesco incantesimo delle carte che per intere nottate incatena al tavolo verde i giocatori luinesi, dietro alle loro imprese, come in una fèrie si muove una galleria di personaggi di minore destino, brulicanti e vivi, sullo sfondo di un preciso paesaggio storico, oltre che naturale, solo in apparenza assopito: quello stesso in cui poi Chiara ha ambientato la "commedia" grottesca de La spartizione. 

VEDRO' SINGAPORE - di PIERO Chiara

"Vedrò Singapore?" apre e insieme chiude la carriera di romanziere di Piero Chiara: primo progetto narrativo di ampio respiro abbozzato fin dagli anni Cinquanta, fu infatti anche l'ultimo romanzo pubblicato, nel 1981. La domanda del titolo è quella che si pone il protagonista al momento di imbarcarsi per l'Estremo Oriente, al termine di una tormentata e picaresca vicenda che copre per intero il "memorabile" anno iniziato il 23 novembre 1932. Personaggio principale e narratore è un impiegato di basso livello, trasferito da una sede all'altra per le pressioni di un Alto Commissario Speciale, che lo perseguita a causa della sua passione per il gioco e per le donne. Lo sfondo del racconto sono cittadine friulane e istriane come Aidussina e soprattutto Cividale, paradigma della provincia italiana, i cui bizzarri abitanti assistono come il coro di una tragedia antica ai molteplici e grotteschi colpi di scena, alle peripezie romantiche e agli episodi comici che costellano la parabola del "travet". Introduzione di Mauro Novelli. 
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788804627951 Vedrò Singapore? "Vedrò Singapore?" apre e insieme chiude la carriera di romanziere di Piero Chiara: primo progetto narrativo di ampio respiro abbozzato fin dagli anni Cinquanta, fu infatti anche l'ultimo romanzo pubblicato, nel 1981. La domanda del titolo è quella che si pone il protagonista al momento di imbarcarsi per l'Estremo Oriente, al termine di una tormentata e picaresca vicenda che copre per intero il "memorabile" anno iniziato il 23 novembre 1932. Personaggio principale e narratore è un impiegato di basso livello, trasferito da una sede all'altra per le pressioni di un Alto Commissario Speciale, che lo perseguita a causa della sua passione per il gioco e per le donne. Lo sfondo del racconto sono cittadine friulane e istriane come Aidussina e soprattutto Cividale, paradigma della provincia italiana, i cui bizzarri abitanti assistono come il coro di una tragedia antica ai molteplici e grotteschi colpi di scena, alle peripezie romantiche e agli episodi comici che costellano la parabola del "travet". Introduzione di Mauro Novelli. 7,50 new EUR in_stock

CUORE DI PIETRA - di VASSALLI Sebastiano



Il romanzo della vita di una casa, in una città di provincia, dagli inizi del Regno d'Italia ai giorni nostri. Un secolo e mezzo di piccoli fatti memorabili visti dalla parte della gente comune, sullo sfondo dei grandi eventi della nostra storia. Vassalli racconta, famiglia dopo famiglia, il carattere degli italiani, i vizi e le virtù in cui tutti noi, con affetto o con rabbia, con nostalgia o con qualche malumore, potremo riconoscerci. 
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806184254 Cuore di pietra Il romanzo della vita di una casa, in una città di provincia, dagli inizi del Regno d'Italia ai giorni nostri. Un secolo e mezzo di piccoli fatti memorabili visti dalla parte della gente comune, sullo sfondo dei grandi eventi della nostra storia. Vassalli racconta, famiglia dopo famiglia, il carattere degli italiani, i vizi e le virtù in cui tutti noi, con affetto o con rabbia, con nostalgia o con qualche malumore, potremo riconoscerci. 9,78 new EUR in_stock

LA CHIMERA- di VASSALLI Sebastiano


Premio Strega 1990. 



In un villaggio padano del Seicento, cancellato dalla storia, si consuma la tragica vita di Antonia, strega di Zardino. Dalla nebbia del passato riemergono situazioni e personaggi a volte comici e persino grotteschi, a volte colmi di tristezza.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806172749 La chimera In un villaggio padano del Seicento, cancellato dalla storia, si consuma la tragica vita di Antonia, strega di Zardino. Dalla nebbia del passato riemergono situazioni e personaggi a volte comici e persino grotteschi, a volte colmi di tristezza. 9,35 new EUR in_stock

TERRA D'ACQUE. Novara, la pianura, il riso - di VASSALLI Sebastiano


Uno scrittore racconta se stesso e i luoghi a lui più cari. Le sue storie ripercorrono momenti significativi della storia, dal Seicento della Chimera e della caccia alle streghe, all'Ottocento risorgimentale, fino a tempi a noi più vicini, con un ricordo personale del 25 aprile 1945. L'inventore del gorgonzola, il bandito Caccetta (il don Rodrigo della bassa), l'architetto Antonelli, il poeta "babbo matto" Campana, l'esploratore Ferrandi... sono i personaggi che rivivono nella città e nella pianura ai piedi del monte Rosa, dove regna il "riso amaro" di Silvana Mangano, simbolo della fine della civiltà contadina. 

IL MIO PIEMONTE - di VASSALLI Sebastiano



Con "Il mio Piemonte" l'autore offre l'immagine di una regione viva e attuale. La penna di Sebastiano Vassalli, accompagnata da oltre cento suggestive fotografie a colori di Carlo Pessina, descrive gli scenari a lui più cari di un territorio che affonda le radici nel passato ed è proiettato nel futuro. In queste pagine il Piemonte è raccontato come una dimensione dello spirito da riscoprire. I testi sono presentati in italiano, inglese, tedesco e francese

lunedì 4 marzo 2013

IL QUINTO FIGLIO - di LESSING Doris

LESSING, DORIS, Un matrimonio per bene, Feltrinelli, 1992
LESSING, DORIS, Martha Quest, Feltrinelli, 1991
LESSING, DORIS, Il quinto figlio, Feltrinelli, 1992
recensione di Concilio, C., L'Indice 1992, n. 7
(recensione pubblicata per l'edizione del 1992)

Sono spesso donne sole, forti, coraggiose, sono donne stoiche e piene di dignità le figure femminili ritratte nei romanzi e racconti di Doris Lessing. Sono sole - e la solitudine è sempre una scelta che richiede coraggio - anche quando sono mogli o madri. E prima ancora di essere donne sono "figlie ribelli", ragazze dall'"adolescenza implacabile" e "le mani piene di armi"; in perenne lotta contro i genitori ma, soprattutto, contro la figura materna. Cosi Doris Lessing vede se stessa e le ragazze della sua generazione nell'opera autobiografica significativamente intitolata "Mia madre" e alla madre in realtà dedicata nell'atto stesso della scrittura, teso a ripercorrere e recuperare il senso dell'esistenza di quella donna alla quale la giovane Doris si è costantemente sottratta e che ha allontanato da se, rifiutandone l'aiuto.
C'è un'evidente linea di continuità, quasi un osmotico scambio tra l'esperienza personale, il vissuto di Doris Lessing e la natura ribelle e trasgressiva delle sue eroine. Martha Quest, protagonista dell'omonimo romanzo, primo dei volumi di un ciclo dal titolo "I figli della violenza", come la Lessing è cresciuta in una fattoria isolata nel 'veld' africano, sotto l'incanto di un'immensa volta d'azzurro lucente. Ma in quella colonia del Sud - la Rodesia (ora Zimbabwe) - ogni fattoria sembra essere infinitamente lontana dalla città, anzi dalla "civiltà", dalla vita. In quest'isola d'arsura e luce, in questo stato di separazione dalla vita, immagine che per altro non implica immediatamente la metafora opposta per cui la campagna diviene sinonimo di morte, pur assumendo la simbolica valenza di quella "emiplegia" che Joyce attribuiva a Dublino, ha principio la formazione di Martha. "Letteratura, poesia (e poco altro)" sono il nutrimento di uno spirito adolescenziale inquieto; per Martha come per Doris. È stata infatti la letteratura ad allontanare Doris da sua madre; proprio la letteratura e la lettura cui la madre l'aveva iniziata.
I libri, dunque, ma anche il miraggio che la città evoca nell'immaginazione della ragazza, una città dorata in cui tutte le razze convivono fraternamente, inducono Martha a tuffarsi nella frenesia cittadina. Una porta si è chiusa alle spalle della "ragazza creata dalla fattoria", ora pronta a costruirsi in piena autonomia una nuova identità, un "corredo da ragazza di città". Tuttavia, la fervente atmosfera urbana impone scelte di cui Martha non sa ancora assumersi la responsabilità, tanto da essere portata a vivere una sorta di doppia esistenza. Vi è una Martha irretita nel vortice degli inebrianti balli organizzati da spensierati e spavaldi giovani allo Sport Club: e vi è una Martha indignata per la crescente discriminazione verso i neri e gli ebrei, simpatizzante dei movimenti progressisti. Siamo infatti alla metà degli anni trenta e dall'Europa giungono rare notizie della campagna antisemita di Hitler e della guerra di Spagna.
Il coinvolgimento politico non è ancora la strada imboccata da Martha. Mentre i suoi amici d'infanzia danno vita ai primi nuclei di sinistra ispirati al comunismo, Martha si appresta alle nozze. Ha deciso - o forse è stata la fatalità a scegliere per lei - di recitare la parte che la società, sua madre e secolari leggi non scritte le impongono in quanto donna. Sarà questo matrimonio con Douglas, "un ragazzone" per nulla attraente, a segnare la fine "del capitolo 'Vita in città'" la fine di un'adolescenza libera ed irruenta.
Come si fa a dire di una ragazza di 19 anni, seppur sposata, che è una donna? È il matrimonio, oppure la consapevolezza della propria libertà sessuale, a fare della ragazza una donna? La contraddizione che caratterizza la fase precedente della vita di Martha, l'inconciliabilità tra la vita privata e una vita aperta alla militanza politica permane anche nell'età adulta, contraddistingue la donna come l'adolescente. "Un matrimonio per bene", recentemente ripubblicato da Feltrinelli con un nuovo titolo rispetto a "La noia di essere moglie" dell'edizione precedente, ci ripropone infatti una Martha ancora, sempre, indecisa tra "rassegnazione" e "ribellione".
Al matrimonio segue poi la maternità: l'uno e l'altra sono evidentemente considerati dalla scrittrice fasi naturali, quasi necessarie, della vita di una donna. E chi ama la Lessing è quasi confortato, seguendo l'evoluzione di Martha Quest, nel ritrovare alcuni tra i temi a lei più cari, talvolta manifestamente autobiografici, a dar forma alla materia romanzesca. Cosi Martha è madre di una bambina, non propriamente voluta, ma poi accettata di buon grado: una novella Doris, insomma, bambina indesiderata, per la quale la madre non aveva saputo pensare un nome. Nel romanzo, il rapporto madre-figlia si ripropone, con l'esclusione del padre: Martha è sola con la piccola, mentre Douglas è lontano, al Nord, dove ormai imperversa la seconda guerra mondiale.
Ma Martha non rappresenta un'eccezione. Se non è la guerra a distrarre gli uomini, essi sono totalmente assorbiti dal lavoro, o da altre donne, per cui le eroine della Lessing, quando la solitudine non sia una scelta, restano ugualmente sole nei momenti importanti. È il caso di Harriet, un'altra donna, moglie e madre, di cui la Lessing ci narra nel romanzo "Il quinto figlio"; anche questo recentemente riproposto in edizione economica.
Harriet è una donna entusiasta appagata dal legame coniugale, felice con i suoi quattro figli. Eppure è sola quando va a riprendersi quell'unico figlio che gli altri, il marito, gli amici e i parenti avevano voluto allontanare per escluderlo alla vista, per nasconderlo. La madre sottrae alla morte e all'abbandono questo suo quinto nato: un "alieno", un "mostro" venuto da un altro pianeta, un "elfo" appartenuto ad altre genti e ad altri tempi, della cui nascita, agli occhi di tutti, Martha sembra colpevole. Il ritorno a casa del bambino "diverso" "rabbioso", incompreso ed incomprensibile, dietro la cui diversità ed emarginazione si può leggere il destino delle vittime di ogni apartheid, è causa per la madre di una più profonda solitudine. Esclusa dalla vita del marito e abbandonata dagli altri figli, quelli che più ama, Harriet accetta con coraggio e coerenza questo peculiare ruolo di madre legata con un doppio nodo di amore e di odio ad un mostruoso figlio.
Al di qua della cortina che la guerra ha innalzato tra lei e il marito, la solitudine crea invece per Martha occasioni di riflessione su quei legami che si è intessuta attorno: il matrimonio prima, la bambina poi, così esasperante nei suoi capricci, unica forma di protesta capace di manifestare e domata da Martha con una pur sofferta indifferenza. Intanto, da quell'altrove che è la guerra giungono speranze di rinnovamento, di possibili mutamenti cui Martha che ha sempre coltivato istanze libertarie e ideali egualitari non può restare indifferente.
È la volta dell'esperienza politica: Martha incontra attivisti, legge giornali di sinistra, partecipa alle riunioni del nascente partito comunista, sorda ai rimproveri mossi da sua madre in nome della società "per bene". Soltanto ora Martha ha trovato se stessa in un'immagine che non corrisponde più ad alcun copione e tantomeno si adatta al ruolo di lare della casa.
"C'è qualcosa di terribilmente 'vieux jeu' nell'andarsene come ha fatto Nora, per vivere diversamente! Non siamo più così stupide, noi, ecco cos'è" - afferma Martha verso la fine del libro. E della prototipica eroina "femminista", della Nora di Ibsen, questa donna non ha davvero quasi più nulla, se non un medesimo moto di rivolta, insieme drastico e definitivo, tanto più doloroso in quanto implica un non ritorno. Quello di Martha è un divorzio annunciato, il rapporto uomo-donna, non meno di quello madre-figlia, è sempre conflittuale nella vita come nella scrittura di Doris Lessing. L'autrice, uscita da un'esperienza coniugale negativa, era partita dall'Africa alla volta dell'Inghilterra, con il figlio Peter però, nato dal suo secondo matrimonio. Anche Martha se ne va, perché chi ha "per padre la rivoluzione francese e per madre quella russa" non può rinunciare a questa altra famiglia.
Dove sia il confine tra sensibilità e scrittura femminile e "discorso femminista" nel macrotesto narrativo della Lessing è difficile dirlo, tanto vasta e variegata è la tipologia di ritratti femminili modellati dalla felice ispirazione di questa abilissima scrittrice. Donne sole, si è detto, ma mai sopraffatte dalla quotidianità o dalla contemporaneità: molto simili, per la loro capacità di resistere e sopravvivere, alle figure femminili della tedesca Christa Wolf. Donne attive in politica, come quelle di cui parla la sudafricana Nadine Gordimer; ma, soprattutto, impegnate a difendere non una teoria, bensì una prassi di apertura al mondo esterno, verso chi, per esempio, cerca nelle loro case rifugio, protezione e ristoro, oppure, più semplicemente, uno spazio tutto per sé.
Di queste donne la Lessing parla in alcuni romanzi esclusi da questa trattazione, quali "Il diario di Jane Somers" e "Memorie di una sopravvissuta" che sicuramente meritano un'attenta lettura anche per il carattere fortemente sperimentale della forma come dello stile. La Lessing fa qui appello alla libera associazione-progressione di ricordi e riflessioni, dando vita ad automatismi di scrittura che sono quasi manifesti della sua volontà e capacità di rinnovare e scardinare gli stilemi più tradizionali del romanzo "realista" di cui era figlia, per esempio, Martha Quest, e che fanno di lei un'esponente dell'avanguardia femminile europea, oltre che un punto di riferimento imprescindibile della contemporaneità per molti scrittori sudafricani.


LE NONNE - di LESSING Doris

Tre racconti, pervasi dall'imprevisto, dal senso sconcertante delle umane possibilità, dalla sensazione da parte dei protagonisti di precipitare nella vita e di esserne, allo stesso tempo, ai margini. Due amiche, alla scomparsa dei mariti, iniziano una relazione ciascuna con il figlio adolescente dell'altra. Una ragazzina di colore, orfana e povera, ha una breve relazione con un ragazzo ricco, bianco, di famiglia liberale. All'insaputa del giovane, ha una figlia e quando la bambina ha sei anni, non potendo più mantenerla, si mette in contatto con la famiglia del ragazzo. Un soldato vive nel ricordo di una donna incontrata durante la seconda guerra mondiale, nella convinzione di aver concepito un figlio e di aver condotto un'esistenza sbagliata. 

ALFRED E EMILY - di LESSING Doris


Nel romanzo Doris Lessing immagina che l'Europa non sia stata sconvolta dalla Prima e poi dalla Seconda guerra mondiale, e che tutte le pulsioni belliche siano state dirottate in imprese coloniali extraeuropee. La protagonista è Emily, fondatrice di scuole per i poveri e infaticabile "dama di carità", tormentata però da una vita sentimentale infelice. Intorno a lei varie figure, tra cui quella di Alfred, agricoltore sposato con una simpatica e affettuosa cicciottella di nome Betsy. Attraverso questo singolare filtro metastorico, l'autrice rilegge in forma paradossale la vita dei suoi genitori (e di tutta una generazione di inglesi), una vita che invece è maturata nel cono d'ombra della guerra e ha patito il trasferimento in Africa. Un terribile lascito da cui la Lessing tenta pervicacemente di liberarsi. 
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788807017520 Alfred e Emily Nel romanzo Doris Lessing immagina che l'Europa non sia stata sconvolta dalla Prima e poi dalla Seconda guerra mondiale, e che tutte le pulsioni belliche siano state dirottate in imprese coloniali extraeuropee. La protagonista è Emily, fondatrice di scuole per i poveri e infaticabile "dama di carità", tormentata però da una vita sentimentale infelice. Intorno a lei varie figure, tra cui quella di Alfred, agricoltore sposato con una simpatica e affettuosa cicciottella di nome Betsy. Attraverso questo singolare filtro metastorico, l'autrice rilegge in forma paradossale la vita dei suoi genitori (e di tutta una generazione di inglesi), una vita che invece è maturata nel cono d'ombra della guerra e ha patito il trasferimento in Africa. Un terribile lascito da cui la Lessing tenta pervicacemente di liberarsi. 13,60 new EUR in_stock

sabato 2 marzo 2013

DI TUTTE LE RICCHEZZE - di Benni Stefano

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall'arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d'arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L'apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni: tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un'alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà. 

Pubblicato in data 08/ott/2012 da Mario de Sasntis


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sabato 23 febbraio 2013

MAX.MAXIMUM RIDE - di PATTERSON James

Max, Fang, Iggy, Nudge, Gasman e Angel sono stati vittime di un esperimento che ha mutato per sempre il loro DNA. Cresciuti in un laboratorio e, una volta fuggiti, costantemente braccati dai loro stessi creatori, i ragazzi sono costretti a combattere non solo per se stessi, ma per la salvezza del mondo intero... Non si può certo dire che Max e il suo gruppo di amici "alati" abbiano avuto una vita tranquilla. Ma stavolta c'è addirittura di mezzo la vera mamma di Max - la sua mamma "umana" - ritrovata dopo mille avventure e peripezie e adesso caduta nelle mani di un folle assassino, il cui obiettivo finale è scatenare una catastrofe ecologica su scala mondiale. I sei ragazzi sono più che disposti a collaborare con la Marina degli Stati Uniti, in prima linea nella caccia all'uomo che sta mettendo in pericolo la sopravvivenza della Terra, ma, per farlo, dovranno spingersi là dove si nasconde la fonte del male, cioè negli abissi dell'oceano. E può esserci qualcosa di più terrorizzante - per individui che sono al novantotto per cento umani e al due per cento uccelli - dell'essere costretti a combattere in un mondo fatto unicamente d'acqua, gelido, oscuro e insondabile? 

Caricato in data 11/giu/2008 da LittleBownBooks



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venerdì 22 febbraio 2013

LA MALORA - di FENOGLIO Beppe




Secondo libro di Fenoglio, "La malora" apparve nel 1954, due anni dopo il fulminante esordio dei "Ventitré giorni della città di Alba". Vi si racconta, con un tono ruvido che nulla concede alla retorica e al sentimento, la vicenda carica di destino del giovane Agostino che, morto il padre, va a servizio in un'altra cascina. Fenoglio conosceva bene la realtà umana delle colline di casa. Le vite elementari dei suoi personaggi, scandite dalla fatica e dal silenzio, dalla dignità e da speranze impossibili, sono come scolpite nella pietra di un linguaggio essenziale, e tuttavia profondamente partecipe che ha fatto dello scrittore albese uno dei "grandi" del Novecento.  
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806173760 La malora Secondo libro di Fenoglio, "La malora" apparve nel 1954, due anni dopo il fulminante esordio dei "Ventitré giorni della città di Alba". Vi si racconta, con un tono ruvido che nulla concede alla retorica e al sentimento, la vicenda carica di destino del giovane Agostino che, morto il padre, va a servizio in un'altra cascina. Fenoglio conosceva bene la realtà umana delle colline di casa. Le vite elementari dei suoi personaggi, scandite dalla fatica e dal silenzio, dalla dignità e da speranze impossibili, sono come scolpite nella pietra di un linguaggio essenziale, e tuttavia profondamente partecipe che ha fatto dello scrittore albese uno dei "grandi" del Novecento. 6,00 new EUR in_stock




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LA PAGA DEL SABATO - di FENOGLIO Beppe



Il romanzo rappresenta un po' il seguito delle vicende della guerra partigiana già raccontata da Fenoglio. Ettore è il tipico disadattato che dalla guerra è uscito scontroso e insofferente e non riesce a inserirsi nella normale routine. Si metterà in affari poco puliti, ma molto redditizi. Ma quando, costretto a mettere su famiglia, decide di ritirarsi e di mettersi in proprio con un lavoro onesto, uno stupido incidente volge l'epilogo in tragedia. 
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806181475 La paga del sabato Il romanzo rappresenta un po' il seguito delle vicende della guerra partigiana già raccontata da Fenoglio. Ettore è il tipico disadattato che dalla guerra è uscito scontroso e insofferente e non riesce a inserirsi nella normale routine. Si metterà in affari poco puliti, ma molto redditizi. Ma quando, costretto a mettere su famiglia, decide di ritirarsi e di mettersi in proprio con un lavoro onesto, uno stupido incidente volge l'epilogo in tragedia. 7,50 new EUR in_stock




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IL PARTIGIANO JOHNNY - di FENOGLIO Beppe



Johnny, la Resistenza e le Langhe sono i tre protagonisti a pari titolo di questo romanzo, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la morte. Cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l'autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, Il partigiano Johnny rivela un significato umano che va ben aldilà di quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di Alba seguiamo l'odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli. Con un saggio di Dante Isella. 
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806174668 Il partigiano Johnny Johnny, la Resistenza e le Langhe sono i tre protagonisti a pari titolo di questo romanzo, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la morte. Cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l'autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, Il partigiano Johnny rivela un significato umano che va ben aldilà di quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di Alba seguiamo l'odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli. Con un saggio di Dante Isella. 10,12 new EUR in_stock



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I VENTITRÉ GIORNI DELLA CITTÀ DI ALBA - di FENOGLIO Beppe'

Nell'anniversario della sua nascita, 1 Marzo 199, ricordiamo Beppe FENOGLIO con



"'I ventitre giorni della città di Alba', rievocanti episodi partigiani o l'inquietudine dei giovani nel dopoguerra, sono racconti pieni di fatti, con una evidenza cinematografica, con una penetrazione psicologica tutta oggettiva e rivelano un temperamento di narratore crudo ma senza ostentazione, senza compiacenze di stile, asciutto ed esatto". (Italo Calvino) 
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806183721 I ventitré giorni della città di Alba "'I ventitre giorni della città di Alba', rievocanti episodi partigiani o l'inquietudine dei giovani nel dopoguerra, sono racconti pieni di fatti, con una evidenza cinematografica, con una penetrazione psicologica tutta oggettiva e rivelano un temperamento di narratore crudo ma senza ostentazione, senza compiacenze di stile, asciutto ed esatto". (Italo Calvino) 7,12 new EUR in_stock




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STORIA DI UN CORPO - di PENNAC Daniel

3 agosto 2010. Tornata a casa dopo il funerale del padre, Lison si vede consegnare un pacco, un regalo post mortem del defunto genitore: è un curioso diario del corpo che lui ha tenuto dall'età di dodici anni fino agli ultimi giorni della sua vita. Al centro di queste pagine regna, con tutta la sua fisicità, il corpo dell'io narrante che ci accompagna nel mondo, facendocelo scoprire attraverso i sensi: la voce stridula della madre anaffettiva, l'odore dell'amata tata Violette, il sapore del caffè di cicoria degli anni di guerra, il profumo asprigno della merenda povera a base di pane e mosto d'uva. Giorno dopo giorno, con poche righe asciutte o ampie frasi a coprire svariate pagine, il narratore ci racconta un viaggio straordinario, il viaggio di una vita, con tutte le sue strepitose scoperte, con le sue grandezze e le sue miserie: orgasmi potenti come eruzioni vulcaniche e dolori brucianti, muscoli felici per una lunga camminata attraverso Parigi e denti che fanno male, evacuazioni difficili e meravigliose avventure del sonno. Con la curiosità e la tenerezza del suo sguardo attento, con l'amore pudico con cui sempre osserva gli uomini, Pennac trova qui le parole giuste per raccontare la sola storia che ci fa davvero tutti uguali: grandiose e vulnerabili creature umane. 

Pubblicato in data 16/ott/2012 da feltrinellieditore


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giovedì 21 febbraio 2013

LA PROSIVENDOLA - di PENNAC Daniel



Per rilanciare le vendite del suo autore di maggior successo, del quale non si devono conoscere né il nome né il viso, la regina Zabo, tirannica regina e geniale 'prosivendola' della casa editrice Taglione, decide di reclutare un sostituto che incarni pubblicamente il misterioso J. L. B. L'operazione riesce, ma il sostituto rimane vittima di un attentato durante uno show delirante. Bloccato in ospedale in stato di coma, Benjamin viene ciò nonostante informato degli sviluppi del caso dalla sua tribù, resa tranquilla sulla sua salute dall'affermazione della sorellina astrologa secondo cui Ben vivrà fino a 93 anni. 
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788807812446 La prosivendola Per rilanciare le vendite del suo autore di maggior successo, del quale non si devono conoscere né il nome né il viso, la regina Zabo, tirannica regina e geniale 'prosivendola' della casa editrice Taglione, decide di reclutare un sostituto che incarni pubblicamente il misterioso J. L. B. L'operazione riesce, ma il sostituto rimane vittima di un attentato durante uno show delirante. Bloccato in ospedale in stato di coma, Benjamin viene ciò nonostante informato degli sviluppi del caso dalla sua tribù, resa tranquilla sulla sua salute dall'affermazione della sorellina astrologa secondo cui Ben vivrà fino a 93 anni. 6,80 new EUR in_stock



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LUNGA NOTTE DEL DOTTOR GALVAN - di PENNAC Daniel



Giovane medico del pronto soccorso, Gerard Galvan racconta una folle notte di molti anni prima, quando fra crisi di asma e arti spappolati era stato finalmente notato un uomo seduto su una sedia che ripeteva: "Non mi sento tanto bene". Il malato passa da tutti gli specialisti, convocati d'urgenza a risolvere uno dopo l'altro crisi acute di ogni genere: dall'occlusione intestinale all'esplosione della vescica, all'attacco epilettico. Rimasto accanto al suo letto, Galvan si addormenta e al mattino il malato non c'è più. È morto? È sparito? Dove è stato portato? Galvan non sa neppure come si chiama. Nessuno lo sa. Ma il paziente riappare e le cose che dirà e farà saranno per il buon Galvan la fine di un sogno. 
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788807840586 La lunga notte del dottor Galvan Giovane medico del pronto soccorso, Gerard Galvan racconta una folle notte di molti anni prima, quando fra crisi di asma e arti spappolati era stato finalmente notato un uomo seduto su una sedia che ripeteva: "Non mi sento tanto bene". Il malato passa da tutti gli specialisti, convocati d'urgenza a risolvere uno dopo l'altro crisi acute di ogni genere: dall'occlusione intestinale all'esplosione della vescica, all'attacco epilettico. Rimasto accanto al suo letto, Galvan si addormenta e al mattino il malato non c'è più. È morto? È sparito? Dove è stato portato? Galvan non sa neppure come si chiama. Nessuno lo sa. Ma il paziente riappare e le cose che dirà e farà saranno per il buon Galvan la fine di un sogno. 5,52 new EUR in_stock



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