Di mestiere, Jack Solomon, fa il messaggero di morte.
Nell'ex Iugoslavia dilaniata dalla guerra, il suo compito è identificare le
vittime della pulizia etnica - o quanto ne rimane - e informare le famiglie. È
un lavoro lacerante, ma gli anni trascorsi tra corpi smembrati e lo strazio dei
parenti non sono passati invano e Solomon si è come assuefatto a quell'orrore.
Fino a quando, dalle acque di un lago vicino a Pristina, riemerge un furgone con
a bordo i cadaveri di ventisei persone. Jack rimane sconvolto. Sono tutti morti
soffocati nella cella a tenuta stagna e i corpi sono intatti. L'immagine di una
bambina di tre anni che aspetta la morte abbracciata al suo orsacchiotto è la
molla che spinge Jack a indagare.
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