Vespolate, nella campagna novarese, è il teatro in cui
si dipana la terribile vicenda di Giovannina, una povera donna processata e
condannata per infanticidio nel 1450. Ma fu veritiera la sua confessione,
estorta con la tortura? Maria Adele Garavaglia, sulla scorta degli atti del
processo ritrovati e pubblicati nel 1915, costruisce un avvincente romanzo
unendo al "vero storico" il "vero poetico" di manzoniana memoria, che illumina
la storia perché intuisce le motivazioni dell'agire nella psicologia umana, nei
dettami della coscienza e nelle regole della ragione.
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