giovedì 11 dicembre 2008

UN CAPPELLO PIENO DI CILIEGE - di FALLACI Oriana

“Ora che il futuro si era fatto corto e mi sfuggiva di mano con l’inesorabileità della sabbia che cola dentro una clessidra, mi capitava spesso di pensare al passato della mia esistenza: cercare lì le risposte con le quali sarebbe giusto morire. Perché fossi nata, perché fossi vissuta, e chi o che cosa avesse plasmato il mosaico di persone che da un lontano giorno d’estate costituiva il mio Io”.
Così comincia questa straordinaria epopea della famiglia di Oriana Fallaci, una saga che copre gli anni dal 1773 al 1889, con incursioni nel passato (tra un’antenata leggendaria messa al rogo dall’Inquisizione per avere cucinato carne in Quaresima e un avo rapito dai pirati di Alghero e in un futuro che precipita verso il bombardamento di Firenze del 1944, nel quale andrà distrutta anche la cassapanca con i cimeli delle generazioni di Fallaci, Launaro, Cantini, Ferrier….. Una storia dell’Italia rivoluzionaria di Napoleone,Mazzini, Garibaldi, Vittorio Emanuele II attraverso le avventure di uomini come Carlo che voleva piantare viti e olivi nella Virginia di Thomas Jefferson, Francesco marinaio, negriero e padre disperato, Giovanni assassino mancato del traditore Carlo Alberto, Giobatta sfigurato nel volto e nell’anima da un razzo austriaco durante la battaglia di Curtatyone e Montanara; e donne indomite come la Caterina che alla fiera di Rosìa indossa un cappello pieno di ciliegie per farsi riconoscere dal futuro sposo Carlo Fallaci, o come una bisnonna paterna di Oriana, Anastasia, figlia illegittima, ragazza madre, pioniera del Far West e forse tenutaria di un bordello a San Francisco. E’ il racconto di destini intrecciati e sommamente romanzeschi: la figlia segreta di un Grande di Spagna s’imbarca a Barcellona su un veliero danese diretto a Genova e incontra un nostromo livornese fino a quel punto misogino, un ex soldato di Napoleone, vetturale e carbonaro in incognito, accompagna la cognata sarta a Lucca e i ritardi e il maltempo lo spingono a passare conlei la notte in una locanda; un emissario della sventurata rivoluzione polacca affitta una camera, a Torino, presso un calvinista che i cattolicissimi polacchi li detesta fino a taglieggiarli, e soprattutto ha una figlia quasi in età da marito. Sono solo alcuni degli eventi che – catalizzati da quel sentimento misterioso, inspiegabile, imprevedibile, incontrollabile, cieco, e spesso inopportuno, che chiamiamo Amore – concorrono a formare il patrimonio genetico di Oriana. Dopo anni di ricerche, l’autrice ha visto la cronaca familiare trasformata in “una fiaba da ricostruire con la fantasia”:”la realtà prese a scivolare nell’immaginazione e il vero si unì all’inventabile poi all’inventato …. E tutti quei nonni, nonne, bisnonni, bisnonne, trisnonni, trisnonne, arcavoli e arcavole, insomma tutti quei miei genitori, diventarono miei figli. Perché stavolta ero io a partorire loro, a dargli anzi ridargli la vita che essi avevano dato a me”.

By RCS Libri SpA




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1 commento:

  1. "Un cappello pieno di ciliege", per me, è fantastico: libro coinvolgente, appasionante, bisogna farsi forza per interrompere la lettura. L'ironia, l'intelligenza e la grande disponibilità nella ricerca, cioè la professionalità dell'autrice, rende questo grande libro interessante anche come rappresentazione storica di due secoli d'Italia, Europa ed America.
    Una saga personale, vera o romanzata? Ma ricca di descrizioni, riscontri effettivamente accaduti dei momenti storici d'Italia: le guerre d'indipendenza, l'occupazione napoleonica, austriaca, le organizzazioni carbonare. Tutto questo trasforma il romanzo quasi in un documento storico, senza per altro danneggiare il piacere di una lettura sempre coinvolgente e interessante.
    Oriana Fallaci ci ha lasciato un capolavoro in questo ultimo lavoro.

    Luciana

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